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GESTIONE RISCHIO AMIANTO

 

L’accertamento del rischio amianto

Innanzi tutto occorre individuare le strutture sospette e prima di procedere al campionamento dei materiali occorre predisporre uno specifico  protocollo che si può così riassumere:

  • ricerca della documentazione tecnica disponibile sulla struttura, per accertare i vari tipi di materiali usati nella sua costruzione e per rintracciare, ove possibile, l’impresa costruttrice;

  • ispezione diretta dei materiali per identificare quelli friabili e potenzialmente contenenti fibre di amianto, e per riconoscere approssimativamente il tipo di materiale impiegato e le sue caratteristiche;

  • verifica dello stato di conservazione dei materiali friabili e valutazione delle condizioni degli eventuali rivestimenti sigillanti o dei mezzi di confinamento, per ottenere una prima stima sul potenziale di rilascio di fibre nell’ambiente;

  • acquisizione di documentazione fotografica a colori la più rappresentativa possibile del materiale da campionare, che ne evidenzi la struttura e l’ubicazione rispetto all’ambiente potenzialmente soggetto a contaminazione.

Dopo aver eseguito tali verifiche preliminari, si procede al campionamento propriamente detto mettendo in atto criteri e procedure atte a garantire una sufficiente rappresentatività dei campioni, ed evitando, oltre che l’esposizione dell’operatore, la contaminazione dell’ambiente circostante mediante l’adozione di appropriate procedure operative.

I campioni saranno poi trasmessi ad un laboratorio specialistico, regolarmente autorizzato, che procederà all’accertamento dell’eventuale presenza di amianto, della tipologia del medesimo, nonché, se richiesto, anche del dato quantitativo sul contenuto (percentuale in peso).

Ciò premesso, il Testo Unico Sicurezza (Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 aggiornato con Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106) tratta della protezione dei lavoratori contro i rischi connessi all’esposizione ad amianto durante il lavoro.

Queste norme si applicano alle rimanenti attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, il rischio di esposizione ad amianto, quali manutenzione, rimozione dell'amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica delle aree interessate.

Innanzi tutto, in base a tale Decreto sussiste l’obbligo da parte dei datori di lavoro, prima di intraprendere lavori di demolizione o di manutenzione, di adottare qualsiasi misura necessaria per l’individuazione della presenza di materiali a potenziale contenuto di amianto, eventualmente chiedendo informazioni ai proprietari dei locali.

Se sussiste il minimo dubbio sulla presenza di amianto in un materiale o in una costruzione, è necessario applicare le disposizioni previste dal suddetto Decreto.

L’obbligo dell’accertamento della presenza di amianto va, peraltro, nella stessa direzione del censimento dell’amianto, che è previsto dalla normativa italiana; nella fattispecie, ai sensi dell’art. 12, D.P.R. 8 agosto 1994, il censimento degli edifici, nei quali siano presenti materiali o prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile, ha carattere obbligatorio e vincolante per gli edifici pubblici, per i locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva nonché per i blocchi di appartamenti.

 

La valutazione del rischio dei manufatti contenenti amianto

La valutazione del rischio relativa ai manufatti contenenti amianto deve essere eseguita ai sensi del Decreto del Ministero della Sanità 6 settembre 1994.

Non è sufficiente la valutazione eseguita utilizzando un qualsiasi algoritmo/protocollo (previsto o meno da disposizioni regionali, provinciali e così via) perché la valutazione ex D.M. 06/09/1994, ovviamente eseguita da una persona esperta, meglio se Coordinatore amianto abilitato ex articolo 10 Legge 257/92 e articolo 10 DPR 08/08/1994, è un obbligo di legge ed è completa mentre invece la valutazione eseguita mediante algoritmo/protocollo riguarda molto spesso unicamente le caratteristiche di degrado del manufatto senza considerare per esempio aspetti inerenti all'eventuale esposizione di persone. La valutazione eseguita mediante algoritmo/protocollo può essere solo un supporto ulteriore da allegare alla valutazione classica secondo il D.M. 06/09/1994.

Questo decreto stabilisce che per la valutazione della potenziale esposizione a fibre di amianto del personale presente nell’edificio sono utilizzabili due tipi di criteri:

  • l’esame delle condizioni dell’installazione, al fine di stimare il pericolo di un rilascio di fibre dal materiale;

  • la misura della concentrazione delle fibre di amianto aerodisperse all’interno dell’edificio (monitoraggio ambientale).

Inoltre, occorre fornire indicazioni circa l’eventuale possibilità che l’amianto possa deteriorarsi o essere danneggiato nel corso delle normali attività.

Vale a dire che in fase di ispezione visiva dell’installazione, devono essere attentamente valutati:

  • il tipo e le condizioni dei materiali;

  • i fattori che possono determinare un futuro danneggiamento o degrado;

  • i fattori che influenzano la diffusione di fibre e l’esposizione degli individui.

I fattori considerati devono consentire di valutare l’eventuale danneggiamento o degrado del materiale e la possibilità che il materiale stesso possa deteriorarsi o essere danneggiato.

A seguito di questa valutazione, i materiali contenenti amianto devono essere opportunamente classificati anche al fine di stabilire l'eventuale successivo intervento da attuare.

 

Il programma di controllo e manutenzione dei manufatti contenenti amianto

Il Decreto del Ministero della Sanità 6 settembre 1994 stabilisce che, accertata la presenza di materiali contenenti amianto in un edificio, e’ necessario attuare un programma di controllo e manutenzione al fine di ridurre al minimo l’esposizione degli occupanti.

Tale programma comporta il mantenimento in buone condizioni dei materiali contenenti amianto, prevenendo il rilascio e la dispersione secondaria di fibre, intervenendo correttamente nel caso di rilasci di fibre, verificando periodicamente le condizioni dei materiali contenenti amianto.

Le incombenze del proprietario dell’immobile e/o del responsabile dell’attività che vi si svolge, stabilite dal D.M. 6/09/94, sono le seguenti:

  • deve designare una figura responsabile con compiti di controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive che possono interessare i materiali di amianto;

  • deve tenere un’idonea documentazione da cui risulti l’ubicazione dei materiali contenenti amianto. Sulle installazioni soggette a frequenti interventi manutentivi (come ad es. le tubazioni) dovranno essere poste avvertenze allo scopo di evitare che l’amianto venga inavvertitamente disturbato;

  • deve garantire il rispetto di efficaci misure di sicurezza durante le attività di pulizia, gli interventi manutentivi e in occasione di qualsiasi evento che possa causare un disturbo dei materiali di amianto. A tal fine dovrà essere predisposta una specifica procedura di autorizzazione per le attività di manutenzione e di tutti gli interventi effettuati dovrà essere tenuta una documentazione verificabile;

  • deve fornire una corretta informazione agli occupanti dell’edificio sulla presenza di amianto nello stabile, sui rischi potenziali e sui comportamenti da adottare;

  • nel caso siano in opera materiali friabili deve provvedere a far ispezionare l’edificio almeno una volta all’anno, da personale in grado di valutare le condizioni dei materiali, redigendo un dettagliato rapporto corredato di documentazione fotografica.

Copia del rapporto dovrà essere trasmessa alla ASL competente per territorio la quale può prescrivere di effettuare un monitoraggio ambientale periodico delle fibre aerodisperse all’interno dell’edificio.

 

Manutenzione e custodia dei manufatti contenenti amianto

Il Decreto del Ministero della Sanità 6 settembre 1994 distingue le attività di manutenzione vera e propria in tre categorie di interventi:

  • interventi che non comportano contatto diretto con l’amianto;

  • interventi che possono interessare accidentalmente i materiali contenenti amianto;

  • interventi che intenzionalmente disturbano zone limitate di materiali contenenti amianto.

Nel caso in cui l’intervento interessi un’ampia zona in cui è presente l’amianto, occorre procedere ad un vero  e proprio intervento di bonifica.

Le procedure per le attività di manutenzione di manufatti contenenti amianto sono definite dal D.M. 6/09/94.

 

Coordinamento amianto ex Legge n. 257/92 e D.P.R. 8/08/94 - Abilitazione richiesta dalla Legge n. 257/92 - art.10 / lett. h e dal D.P.R. 8/08/94 - art.10 per coloro i quali dirigono sul posto le attività  di bonifica, rimozione, smaltimento dell’amianto.

 

La Legge 27 marzo 1992, n. 257 e il Decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 1994 prevedono la predisposizione di specifici corsi di formazione professionale con rilascio di titoli di abilitazione.

I corsi di formazione vengono articolati in relazione al livello professionale del personale a cui sono diretti:

a) operativo, rivolto ai lavoratori addetti alle attività di rimozione, smaltimento e bonifica;

b) gestionale, rivolto a chi dirige sul posto le attività di rimozione, smaltimento e bonifica.

I corsi di livello gestionale sono differenziati per gli addetti alle attività di bonifica (rimozione o altre modalità) di edifici, impianti, strutture, ecc. coibentati con amianto e per gli addetti alle attività di smaltimento dei rifiuti di amianto.

Tali corsi comprendono anche le responsabilità e i compiti della direzione delle attività, i sistemi di controllo e di collaudo, i criteri di scelta dei sistemi di protezione. Prevedono la trattazione almeno dei seguenti argomenti:

a) rischi per la salute causati dall'esposizione a fibre di amianto;

b) normative per la protezione dei lavoratori e la tutela dell'ambiente: obblighi e responsabilità dei diversi soggetti, rapporti con l'organo di vigilanza;

c) gestione degli strumenti informativi previsti dalle norme vigenti;

d) metodi di misura delle fibre di amianto;

e) criteri, sistemi e apparecchiature per la prevenzione dell'inquinamento ambientale e la protezione collettiva dei lavoratori: isolamento delle aree di lavoro, unità di decontaminazione, estrattori e sistemi di depressione;

f) mezzi di protezione personale, ivi compresi loro controllo e manutenzione;

g) corrette procedure di lavoro nelle attività di manutenzione, controllo, bonifica e smaltimento;

h) prevenzione e gestione degli incidenti e delle situazioni di emergenza.

I corsi destinati al livello gestionale hanno una durata minima di cinquanta ore.

Il rilascio dei relativi titoli di abilitazione avviene da parte delle Regioni o Province autonome previa verifica finale dell'acquisizione degli elementi di base relativi alla sicurezza e alla prevenzione del rischio da amianto con riferimenti specifici all'attività cui saranno addetti i discenti.

 

 
 

STUDIO DI INGEGNERIA ECONOMICA E DI CONSULENZA AMBIENTALE - DOTT.ING. SERGIO CLARELLI

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